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sabato 29 marzo 2008

Museo Costantino Franchi

Nel pomeriggio odierno mi son recato con un amico in visita al vivaio Franchi di Pescia.
La famiglia si occupa di bonsai da molti anni e nel vivaio si può ammirare un museo dedicato ad esemplari di alto livello,curati per molti anni da Lorenzo Agnoletti.
Per chi non conoscesse la storia del purtroppo recentemente defunto Costantino Franchi,allego un collegamento per visitare la pagina del sito,con cenni delle loro esperienze e foto dell'esemplare di ficus che il sig. Costantino ha avuto opportunità di esibire nientemeno che alla mostra bonsai più famosa al mondo,la Kokufu-ten in Giappone.
http://www.franchi-bonsai.it/eng/storia.php
Questo è cmq il mio report fotografico degli esemplari che maggiormente mi hanno colpito.

ACERO BURGERIANO




ACERO CAMPESTRE



ACERO PALMATO VAR. DESHOJO



ACERO BURGERIANO


BOUGANVILLE GLABRA


CASUARINA EQUISETIFOLIA



CORBEZZOLO


CUPRESSUS SEMPERVIRES


FAGUS SILVATICA


GARDENIA JAPONICA


LOROPETALUM CHINENSE

OLMO PARVIFOLIA


OLMO PARVIFOLIA


OLMO PARVIFOLIA



PSIDIUM GUAYANA


QUERCUS ROBUR



TAXUS CUSPIDATA

domenica 23 marzo 2008

Gelso Bianco

Questo gelso è un araki,cioè una pianta che per molti anni è stata coltivata e preparata in campo per diventare un futuro bonsai.
Il gelso bianco o morus alba è un'essenza particolarmente vigorosa,adatta ad essere bonsaizzata e inoltre offre una bella fioritura ed un altrettanto magnifica fruttificazione.
L'esemplare in questione è entrato in mio possesso nel Gennaio 2008 e in procinto di affrontare il risveglio primaverile necessitava di uno smontaggio aggressivo,per eliminare i vari difetti di ramificazione che si erano creati nei tanti anni di coltivazione in campo.

Sono incominciati a saltari vari rami..
















Nell'esaminare ogni parte della pianta ho individuato una parte secca all'interno del tronco ed ho deciso di creare un passante,in maniera da avere un punto di focale interesse al posto di una grossa cicatrice difficilmente rimarginabile nel tempo.
Con l'utilizzo di un utensile elettrico ho effettuato la scavatura del passante ed ho poi protetto i confini del taglio con mastice cicatrizzante contenente ormoni.







Infine ho proceduto ad effettuare il rinvaso per togliere completamente la terra del campo e mettere in dimora la pianta in un vaso non definitivo con akadama,pomice e una piccola quantità di lapillo.



Questo è il risultato finale.














Dopo circa 4 mesi dallo smontaggio la pianta ha risposto egregiamente allo step con un'abbondante e sana vegetazione..



Come da prassi nelle latifoglie luglio è periodo di defogliazione e successiva impostazione...
Così armato di forbici ho proceduto alla completa defogliazione della pianta..





Quindi ho proceduto alla legatura con filo di rame di ogni singolo rametto ed ho impostato le nuove cacciate...
Questo è il risultato finale..



Dopo circa 6 giorni eccola nel mio giardino che incomincia a mettere le nuove foglie..



To be continued...


Dopo una buona stagione vegetativa,la pianta ha fatto cacciate belle lunghe ed ecco come si presentava stamani prima di rimetterci le mani sopra...





Ho tolto il filo vecchio dove segnava e dopo aver rifilato tutti i rami ho proceduto alla nuova impostazione...
Ecco il risultato...





Prossimo step prima del risveglio,dove procederò a rifilare i tagli e a trattare la parte centrale di tronco scavato per proteggerla dalla marcescenza...

To be continued...

sabato 22 marzo 2008

Emisferico yamadori



Il ginepro emisferico è una pianta molto rara nell'ambito bonsaistico italiano.

Vive in natura sulle pendici dell'Etna,ad altitudine variabile dai 1500mt a i 3000mt. Ha portamento strisciante,tappezza i pendii del vulcano e vegeta in terreni aridi composti quasi esclusivamente da lapillo e terra lavica.

Questa pianta è stata raccolta da un famoso bonsaista italiano nel 2004 ed è entrata in mio possesso grazie al mio istruttore Enrico Savini,esattamente nel dicembre del 2007.

Il ginepro in questione presenta un bellissimo movimento di vena ed un secco molto maturo e naturale,creatosi dall'erosione dei venti e del sole durante la sua vita sulle pendici del vulcano.

Il primo step che ho effettuato è stato incentrato nel valorizzare questi punti di pregio e nel dare una primaria impostazione della chioma.














La vena viva è stata pulita e poi lucidata con olio per metterla in risalto.



La zona di secco non è stata minimamente toccata,tanto bella e naturale già come si presentava e quindi ho applicato soltanto il liquido jin,per proteggere e sbiancare la zona appunto morta.



















Le zone di secco trattate acquisiscono la colorazione bianca che ne determina uno splendido contrasto con la zona viva...























Infine ho proceduto all'impostazione della pianta dopo aver effettuato un attenta legatura di ogni singolo rametto,onde evitare rotture e troppo stress che in quest'essenza potrebbero essere molto pericolose per la pianta.



Questo è il risultato finale.

















Adesso la pianta è in coltivazione e il prossimo step sarà la messa in dimora in vaso bonsai adeguato,che metta in risalto il movimento fantastico di questa pianta... Ci sarà comunque tutto il tempo per sceglierlo visto che l'operazione è in programma nel Marzo del 2009.








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